TRANSFER FACTORS: TRAPIANTO DELL'IMMUNITA' CELLULO-MEDIATA
Facendo seguito a quanto sommariamente accennato nella pagina relativa all'Immunologia Oncologica, desidero qui ampliare il tema inerente i Transfer Factors (TF) soprattutto alla luce dell'efficacia via via dimostrata in ambito clinico.
Giova ricordare che trattasi di catene corte ribo-nucleo-peptidiche
costituite da basi RNAm antigenico, connesse a catene corte
polipeptidiche formate da sei o più aminoacidi.
Preparati da cellule linfoidi antigenicamente attivate ad opera di
specifici Ag. le proteine TF così ottenute sono responsabili del trasferimento dell'immunità cellulo-mediata che, stimolando l'attività recettoriale linfocitaria Th, divenengono veri e propri messaggeri linfocitari intercellulari in seno al c.d. network citochinico.
Sappiamo infatti che la capacità linfocitaria Th di riconoscere e
legare un determinante antigenico presentato (vd. APC) è assai
limitata, a causa dell'esiguità recettoriale di superficie.
In tale contesto si avvalora l'ipotesi che i TF rappresentino una parte
del recettore di superficie del linfocita Th, posizionata ad hoc per il
riconoscimento dello specifico determinante antigenico.
Somministrando proteine TF si ottiene l'attivazione di meccanismi atti
alla resintesi recettoriale di quel dato Ag. ad opera dei linfociti Th
, implementandone la potenzialità e di conseguenza l'efficacia a
livello immunitario.
Essi sono altresì in grado di attivare la produzione intracellulare di
citochine, con particolare riguardo alla neosintesi delle interleuchine
pro-infiammatorie: IL-1, IL-6, INF, TNF, basilari all'induzione di
un'efficace risposta verso i patogeni.
Sotto il profilo più strettamente clinico è acclarato che affezioni
flogistiche cronico-recidivanti ineriscono un S.I. sopraffatto
dall'agente patogeno, ove la preponderanza antigenica sulla risposta
linfocitaria Th induce una progressiva mancata risposta immunologica,
peraltro funzionale a mantenere l'omeostasi organica, anche se
prognosticamente sfavorevole.
Proprio su tale presupposto assume rilievo l'impiego dei TF, giacchè questa sorta di trapianto bypassa la mancata risposta apportando al S.I. quanto occorre per fronteggiare l'insulto antigenico specifico.
Un cenno a parte meritano i TF ottenuti per stimolazione di cellule
linfoidi mercè pool di allergeni. Questi sono in grado di ottenere un
rebalance Th1-Th2, shiftando in favore dei Th1, per soppressione dei
Th2 notoriamente preponderanti nella diatesi allergica e responsabili
dell'innesco a cascata della reazione medesima.
In sintesi i TF SI rendono elettivi in ogni caso di deficit selettivo
della risposta cellulo-mediata, con particolare efficacia nei confronti
di patologie virali ed allergiche, come di seguito riportato:
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Infezioni ricorrenti da Candida;
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Micosi muco-cutanee a varia localizzazione;
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Dermatiti;
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Vulvo-vaginiti micotiche acute e croniche;
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Candidosi su base disbiotica;
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Infezioni ricorrenti da Papillomavirus;
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Condilomatosi e loro sequele post-operatorie
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Verruche;
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Sindromi allergiche respiratorie e cutanee.
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Anche per il pensiero
c'è un tempo per arare
e un tempo per mietere
(L. Wittgenstein)
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