IL DIALOGO INTERIORE.
Da quanto finora esposto è di vitale importanza considerare le
Malattie Autoimmuni
come espressione di un disequilibrio in ambito PNEI, configurato a livello
distrettuale
periferico, nel contesto del c.d. Grund System.
È a questo livello che si esprimono i fenomeni biologici correlati
al Sistema di modulazione per stimoli esogeni o endogeni ed il mesenchima
ne costituisce il tramite, sia in termini fisiologici che patologici.
La risposta che il network PNEI elabora verso tali input dicesi stress.
Questo termine riassume la risposta aspecifica dellorganismo, in
termini di adattamento, a stimoli ritenuti anomali. Ogni stressor per
evocare la risposta biologica adattiva deve possedere intensità,
durata e frequenza tali da mettere alla prova il livello-soglia individuale.
Al di là dei consueti stressors fisici assume particolare importanza
quello emotivo, cioè levento che rappresenta una minaccia
allintegrità psicobiologica, sia essa reale o virtuale. La
risposta comporta reazioni connesse allattivazione dellasse
Ipotalamo-Ipofisi-Corticosurrene, con relativo coinvolgimento del comparto
immunitario, per intermediazione del sistema Limbico-Ipotalamico.
È evidente che, affinché ciò avvenga, è indispensabile
che lo stressor evochi una particolare valutazione cognitiva e conseguente
coloritura emozionale individuale, capace di suscitare reazioni sia a
livello biologico che comportamentale; Come si vede la risposta di adattamento
è un fenomeno peculiare e soggettivo a tutti i livelli. Molti e
variegati sono i fattori che concorrono a determinare la valutazione cognitiva
personale dello stressor: personalità, fattori genetico-costituzionali
ed acquisiti, tipologia delle relazioni interpersonali, modalità
di gestione degli eventi, livello socio-culturale; Ciascuno di noi elabora
ed agisce in maniera del tutto individualizzata ogni circostanza esistenziale.
Ne consegue che sotto il profilo psico-biologico poco importa levento
in sé, quanto invece la reazione ad personam.
Per tornare alla PNEI, dobbiamo ritenere la reazione allo stress come
una risposta complessa e complessiva, operata dallattivazione emozionale
sul sistema Limbico che, grazie alle sue connessioni con lIpotalamo,
induce lattivazione di S.N., S.E, S.I. In tale ambito grande importanza
assume il Sistema Nervoso Vegetativo (S.N.V.) con le sue note ripercussioni
sul S.I. Addirittura sappiamo che la risposta neurovegetativa del S.I.
si attua ancor prima di quella neuro-ormonale. Lo stressor è dunque
in grado di innescare una risposta del S.N.V. , a sua volta capace di
attivare lasse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene con liberazione di CRH
in relazione a stimoli catecolaminici (NA, Ach, 5HT), ed innesco metabolico
di una molecola basilare: la propiomelanocortina (POMC) coi suoi derivati
(beta-lipoproteina, betaendorfina, ACTH, alfa-MSH).
Nel contesto della reazione allo stress il S.I. non svolge esclusivamente
un ruolo passivo, entrando come si è visto nel network di regolazione
con la sua influenza sul S.N.E. Ciò è palese considerata
la presenza di recettori sul Linfocita per svariati neuropeptidi, oltre
alla dimostrata sua capacità di produrre ACTH, beta-endorfine,
met-enkefaline e neurotrasmettitori. Sappiamo inoltre che le Citochine
operano attivamente a livello cerebrale, sia relativamente al S.N.V. che
N.E. - Capite ora quantè stretto il dialogo funzionale fra
cellule nervose ed immunitarie e quanto le une influenzino le altre?
Il rapporto fra stress e malattie Autoimmuni non è di facile comprensione
e per capirlo è necessario mantenere una visione olistica del fenomeno.
Recenti studi hanno messo in luce che non sempre la condizione di stress
comporta un calo delle difese immunitarie; Si è anzi evidenziato
un incremento dellattività delle Citochine, specie dellIL-2,
il che lascia supporre uno stato di attivazione dei Linfociti T pari a
quanto si verifica nelle forme Autoimmunitarie. Lapparente contraddittorietà
si giustifica se consideriamo levento biologico in maniera non standardizzata,
ma come espressione di un unità funzionale psicosomatica,
espressa appunto attraverso le prerogative del sistema PNEI. E possibile
che la reazione allo stress abbia una diversa evoluzione in rapporto al
differente assetto neuropeptidico e neurotrasmettitoriale, fonte di due
singolari configurazioni ormonali: una di derepressione dellasse
Ipotalamo-Ipofisi- Surreni (> livelli di CRH) e laltra di depressione
dellasse CRH-ACTH-GC (< livelli plasmatici di CRH). Nel primo
caso avremo immunosoppressione, mentre nel secondo la dis-regolazione
del ritmo circadiano del Cortisolo agevolerà fenomeni di auto-aggressione,
fino a generare patologie Autoimmuni nei soggetti predisposti.
Giova in ogni caso ribadire che lelemento cognitivo gioca un ruolo
fondamentale nella lettura della relazione fra stress ed Autoimmunità;
non a caso la risposta biologica allo stressor è diretta conseguenza
di modelli neuropsichici individuali, legati allelaborazione personale
del vissuto, anche sulla scorta di aspetti costituzionali
Lassetto
immunitario rispecchierà lhabitus psicologico soggettivo,
così come laspetto posturale riflette il carattere dellindividuo.
Ad esempio, chi è abituato a prendere di petto le situazioni della
vita esprime la propria aggressività verso lambiente circostante
anche sotto il profilo immunitario, sviluppando la tendenza a crisi allergiche;
Per contro, soggetti timidi ed introversi tenderanno a rinunciare alla
lotta ripiegandosi psichicamente su se stessi come a tornare nel grembo
materno, candidandosi spesso, sul piano immunologico, alla carenza di
difese.
A riprova dellintima connessione fra S.N. e S.I. è suggestiva
limmagine, analogica, fra homunculus sensomotorio ed homunculus
immunologico; Entrambi si possono interpretare come una rappresentazione
del Sé a livello dei sistemi di regolazione. Così come lo
schema corporeo è, per taluni aspetti, lespressione somatotopica
del corpo a livello corticale, altrettanto lhomunculus immunologico,
nel contesto della rete idiotipica, rappresenta il Sé in senso
antigenico. Del resto limmagine astratta del Sé deve possedere
un omologo correlato al piano biochimico; Perché dunque nel contesto
Autoimmunitario una dispercezione del Sé non può indurre
alterazioni funzionali del network idiotipico, connesso alla rappresentazione
antigenica del Sé? Se a livello intrapsichico si può avere
una distorta immagine del Sé, altrettanto può accadere ai
meccanismi deputati alla regolazione immunologica, in relazione al potere
discriminativo fra self e non-self, premessa allesordio di affezioni
Autoimmuni. Numerosi casi osservati hanno suffragato la tesi: soggetti
con scarsa autoconsapevolezza o dispercezione del Sé sono risultati
maggiormente esposti a fenomeni di autoaggressione immunitaria. La condizione
di non accettazione, probabilmente esperita già in fase prenatale,
ha un corrispettivo PNEI in grado di minare alla base i meccanismi di
auto-tolleranza immunitaria e quindi di accettazione autoantigenica; breve
è da qui il passo fra autoconservazione e autodistruzione.
Se consideriamo il Sé come un processo fluido connesso alle istanze
organiche ed ambientali, possiamo intenderlo come una sorta di integratore
esperenziale corrispondente alle funzioni di contatto attraverso cui ci
relazioniamo allambiente e finalizzato al soddisfacimento delle
nostre esigenze o alladattamento ai cambiamenti. La frustrazione
precoce dei bisogni induce perdita della consapevolezza e impossibilità
di agire le funzioni di contatto, insegnando a rinnegare i bisogni e,
conseguentemente, alienare parti del Sé. Traslato sul piano immunologico,
è incredibile il parallelismo fra funzioni del Sé e funzioni
del S.I. Questultimo infatti ci permette di accogliere tutto ciò
che possiamo assimilare (tolleranza) ed alienare tutto quanto ci è
estraneo (rigetto). Quando interiorizziamo un modello psichico teso ad
esonerare suggeriamo al S.I. un analogo comportamento. La struttura caratteriale
che più si presta ad evocare sindromi Autoimmuni è quella
in cui la frattura che si realizza fra mente e corpo esprime la negazione
del diritto ad esistere, correlata alla percezione di non essere accettati;
Qui il senso del Sé resta relegato sul piano psico-spirituale,
alimentando lillusione di un corpo sogno della mente. Lintellettualizzazione
delle emozioni (ricordiamo che e-movere significa esteriorizzare le proprie
tensioni) crea inibizione verso lesterno, calo dellautostima
ed implementa valenze autodistruttive, humus fertilissimo per lo sviluppo
di malattie Autoimmuni!
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Il tempo è come i libri sibillini,
più se ne consuma più diventa prezioso.
(Wolfgang Goethe)
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